Inserito da Redazione il 4 Marzo, 2010 - 12:49
"I 4 istinti fondamentali per l'uomo sono nell'ordine sopravvivenza, sonno, fame/sete e solo poi il sesso. Ad 8000 metri il primo problema da risolvere è quello termico, che mette a rischio la stessa sopravvivenza umana. Risolti comunque i primi 3 problemi, non credo ci siano problemi tecnici. Anche se l’amore a quelle quote mi sa più di sport estremo che di condivisione e forse davvero l’Everest non merita di essere anche set per film hardcore". E' una questione etica, oltre che medica, quella sollevata da Costantino Zamana, urologo pediatra al San Carlo di Milano. Ecco il suo pungente intervento sulla questione sesso ad ottomila metri.
Inserito da Redazione il 3 Marzo, 2010 - 14:16
Si può avere un rapporto sessuale completo in cima all’Everest? Questa la domanda che molti lettori ci hanno fatto dopo aver letto la strana notizia dei due alpinisti che lo scorso autunno avrebbero fatto sesso in cima all’Everest. Premesso che la notizia è con ogni probabilità falsa, perché non ha trovato conferma né nelle nostre ricerche statistiche e né da quelle presso l’ospedale di Kathmandu, abbiamo voluto girare ai nostri esperti le numerose richieste di approfondimento giunte da voi lettori. Ecco la risposta del dottor Vittore Verratti, luminare di urologia presso il Dipartimento di Scienze Mediche di base ed applicate dell'università "G. D'annunzio" di Chieti, che si è occupato della questione nell’ambito delle sue ricerche.
Inserito da Redazione il 22 Dicembre, 2009 - 17:29
Rianimare le vittime dell'ipotermia anche nei casi più disperati. Questo il messaggio lanciato nel convegno internazionale sull’ipotermia accidentale tenutosi a Zermatt il 25 settembre scorso, durante il quale un gruppo di medici norvegesi ha presentato il caso della prima paziente salvata dopo essere stata colpita da ipotermia severa cadendo in un corso d'acqua, d'inverno, nella fredda regione di Tromso: quando è stata recuperata, presentava una temperatura corporea di ben 13,7° C.
Inserito da Redazione il 6 Novembre, 2009 - 01:25
Durante la gravidanza è possibile praticare attività sportiva in montagna, come trekking o sci? La domanda, posta dalla nostra lettrice Giorgia, non è di facile soluzione perchè la letteratura in materia è molto scarsa. Ma il nostro medico, esperto d'alta quota, Giancelso Agazzi ha raccolto le informazioni esistenti e individuato alcune raccomandazioni utili per le madri in attesa appassionate di montagna. Nel pezzo, anche qualche curiosità: pensate che qualche anno fa, una donna al secondo mese di gravidanza è salita ad oltre 7000 metri di quota.
Inserito da Redazione il 15 Ottobre, 2009 - 12:31
Le prime spedizioni di donne agli ottomila incominciano negli anni ’70. Da allora, pochi studi sono stati effettuati sulla risposta fisiologica della donna all’alta quota, ma alcune differenze esistono e sembrano perlopiù legate a meccanismi di natura ormonale. Le donne, infatti, sembrano avere una migliore ventilazione polmonare, quindi soffrono meno di apnee notturne ed edemi polmonari, dimostrando una minore sofferenza al male acuto di montagna. Ma molti di questi dati sono ancora tutti da verificare. Vediamo perchè.
Inserito da Redazione il 23 Luglio, 2009 - 12:37
Un neonato può essere portato in alta quota? A che altitudine possono verificarsi dei problemi? Quali sono i sintomi di fronte ai quali preoccuparsi? Quali precauzioni bisogna prendere perchè l'escursione o la vacanza in montagna proceda per il meglio? C'è parecchia confusione, riguardo questi argomenti, tra le neomamme. Abbiamo provato a dipanare la matassa con il nostro esperto di medicina di montagna, Giancelso Agazzi, che in questo articolo chiarisce molti dubbi riguardo i neonati e l'alta quota, raccontando anche di casi nei quali i piccoli sono stati portati fino a seimila metri.
Inserito da Redazione il 9 Luglio, 2009 - 11:58
Alta quota, campi base, servizi igienici precari e farmacie inesistenti. Per le donne, le spedizioni alpinistiche e i trekking lunghi rappresentano un punto interrogativo nei giorni del ciclo. E molte cercano di controllarlo o farlo saltare con la pillola, per evitare complicazione logistiche e fisiche durante il viaggio. Ma è una procedura corretta? Comporta dei rischi? Come bisogna affrontarla? Di questo tema si è preoccupata l'Uiaa, l'organismo sovranazionale che raccoglie i club alpini di tutto il mondo, che nei mesi scorsi ha fatto uscire uno speciale volume di "consigli e raccomandazioni" proprio sulla contraccezione in quota.
Inserito da Redazione il 15 Maggio, 2009 - 17:32
Quanto sono capaci il vostro cuore e i vostri polmoni di reagire alla quota? Sapevate che le popolazioni andine sono molto meno adattate alla quota delle tibetane perchè sono meticce? Che uno sforzo fisico intenso libera molti radicali liberi che vanno reintegrati con frutta e verdura? E che gli studi sugli alpinisti possono aiutare la ricerca contro il cancro e l'invecchiamento? A queste e a molte altre domande ha risposto il professor Paolo Cerretelli, luminare internazionale di fisiologia d'alta quota, docente all'università di Milano e presidente onorario del Comitato EvK2Cnr.
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