“Questo è il giallo Cerro Torre, è qualcosa di speciale, e ho cercato di raccontarlo proprio per via della sua unicità. È una storia che ha vissuto sussurri e grida, che si è attestata su convinzioni apparentemente consolidate e che poi ha messo in campo ripensamenti clamorosi, che s’è concessa lunghi sonni e che all’improvviso si è lanciata in vertiginose accelerazioni, infilandosi in furibonde e laceranti contese”.
Questo è il giallo Cerro Torre, che dopo già diversi libri e film torna ad accendersi in un nuovo volume, questo, di Giorgio Spreafico, come un viaggio che l’autore compie alla ricerca della montagna più bella e difficile del mondo, alla ricerca della soluzione dell’enigma.
Era il gennaio 1959. Cesare Maestri e Toni Egger sono i primi alpinisti ad aver raggiunto i 3128 metri del Cerro Torre. Ma durante la discesa Egger viene travolto da una valanga e precipita. Con lui anche la macchina fotografica. Le prove dell’ascensione non verranno mai più ritrovate. Si scatena la più grande polemica della storia dell’alpinismo: i due sono davvero arrivati in vetta?
Il libro-inchiesta esplora la vicenda daccapo, ma con una novità rispetto a tutti coloro che già avevano provato a farlo: per la prima volta parlano tutti i salitori coinvolti.
Grande punto di domanda della storia dell’alpinismo, quesito troppo importante per rimanere irrisolto. Tutti coloro che a questo mondo dedicano la propria vita sembra proprio che, concedetemelo, non la vogliono capire. Ma a me, appassionata quanto profana sembra chiaro. La verità rimarrà sempre e solo intrappolata nel Grido di Pietra.
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Titolo: Enigma Cerro Torre Autore: Giorgio Spreafico Casa editrice: Cda&Vivalda editori Pp. 376 Prezzo: 19 euro |
Elisa Lonini









